Caricamento delle storie…
Caricamento delle storie…

Archivio del presente
Steso sul letto
Questa è fantastica. Avrà sedici anni, forse anche meno, ma come me lo fa rizzare lei non ce n’è per
nessuno. Sembra, sembra venire da un’altro pianeta, forse sarà fatta con l’ai, ma chissenefrega. Instagram e
tik tok ormai hanno superato il porno on line, più realistici, più quotidiani, senza quelle messe in scena
ridicole che tentano di costruire una storia laddove non c’è e non può esserci altro che puro sfogo genitale.
La storia è finita cari miei, mettetevi il cuore in pace. Che poi per trovarne una così devi andare nel dark
web o su telegram e poi magari ti arrestano per queste puttanelle, di cui si scopre lo sfruttamento, la
povertà, il plagio ecchecazzo, un sacco di puttanate per salvare il moralismo imperante dei comunisti da
salotto. Instagram è legale, posso farmi tutte le seghe che voglio e nessuno verrà mai a rompermi il cazzo.
Se vuoi la libertà devi accettarne le conseguenze, tutte, compresa quella di essere libero di diventare
schiavo.
A questo pensavo dopo essere venuto, mentre mi asciugavo con un fazzolettino. In fin dei conti sono un
intellettuale mancato, mi sarebbe piaciuto studiare lettere, filosofia o sociologia, ma dopo il classico ho
provato giurisprudenza e non faceva per me. Ho mollato dopo tre esami, dati pure male.
E ho trovato subito lavoro. Il che significa che se vuoi lavorare trovi, chi non lavora è perché non vuole
lavorare, chi viene sfruttato è perché non può che essere sfruttato, chi odia il proprio lavoro, ma lo fa per
campare è semplicemente un fallito, uno che deve stare in basso. Sembrerò un insensibile, ma il mondo ha
le sue gerarchie ovunque e sono queste che lo mandano avanti.
In auto, al semaforo
Oggi si va dalla signora Turra. E’ vedova la Turra, vive da sola a 78 anni. E’ una brava donna, ha cresciuto
due figli che ora stanno all’estero, mi pare uno in America e uno in Francia, la vanno a trovare due volte
l’anno, fanno un bel pranzo tutti assieme e poi la piantano lì come una pianta grassa che non ha bisogno di
acqua e di sole. Mi fa un po’ pena, ha lavorato per una vita in un maglificio che poi ha fallito e ha ricevuto
solo metà tfr. Oggi andrò a riscuotere il premio della sua assicurazione. Di solito è un lavoro che lascio ai
novellini, ma devo fare contratti, quindi penso che le farò stracciare il vecchio e gliene farò due. Lo so,
non è molto etico, sostanzialmente si tratta della stessa somma da investire, ma divisa in due contratti,
cosa che produrrà molti meno interessi rispetto ad un unico contratto. Spiace signora Turra, ma devo
campare pure io, lei faccia l’assicurata che io faccio l’assicuratore, nella vita ognuno ha il posto che gli
spetta, l’ho già detto, vero? E lo ripeterò spesso, quindi fatevene una ragione.
Al bar
Da via Giuseppe Verdi arrivo in piazza dell’Insurrezione, che avrei preferito fosse dedicata ai morti della
prima guerra mondiale, la prima guerra mette d’accordo tutti, scrittori, intellettuali, popolo, non si corre
nessun rischio e soprattutto non dai nessun motivo alle zecche rosse. In piazza Insurrezione c’è questo
grazioso baretto dove mi fermo sempre per un caffé e una brioche. E’ un locale in stile moderno b, dei
primi del 2000. La barista è sempre molto gentile, una signora sui cinquant’anni molto gradevole alla vista
e dai modi affabili. Ma non nascondo che ci vado per la figlia. Di sabato mattina la figlia è a casa da
scuola, fa la seconda superiore, ha due tette da paura e me la godo tutta mentre mi scalda la brioche vuota,
senza crema. Penserete che sia un pedofilo pervertito, solo perché siete dei moralisti del cazzo. Ho 42 anni
e sono sposato e ho pure due figlie e voglio bene a mia moglie e alle mie pargolette. Ho avuto più di
un’occasione per tradire mia moglie, ma solo una volta l’ho fatto. E’ un casino, troppo complicato, per
essere andato a letto con Alba un paio di volte la faccenda mi ha scombussolato la vita per due mesi interi.
Organizzare, mentire, fissare appuntamenti, nascondersi, nascondere messaggi, chiamate, fingere, un
lavoro immane degno di un’intelligence di stato, non fa per me. Non tradisco più solo per pigrizia. E no,
non ho sensi di colpa, io amo mia moglie, ma non ci vedo nulla di male nel dare sfogo alle mie pulsioni
ogni tanto. E’ solo genitale, è solo cazzo, che entra ed esce e poi torna nelle sue mutande.
Guardo le tette della figlia, come sempre bellissime, guardo il quadro vicino all’entrata, dove c’è un grande
albero di fronte ad una casa. Un quadro, devo dire, piuttosto bruttino, un po’ naive, un po’ divisionista. La
mia prof di arte adorava il divisionismo, adorava Segantini, ma soprattutto Previati. Ci parlava di Previati
come se fosse l’unico pittore al mondo che avesse capito il mondo. E mi piaceva, mi piaceva la mia prof di
arte, ma nel quel senso che pensate voi. Non sono un pervertito io. Lei era una grande, non ho mai capito
cosa pensasse politicamente, le ho sempre perdonato perfino il suo essere comunista. Vota PD, per me è
comunista, il comunismo è una piaga da cui non ci libereremo mai. Dicevo del quadro, quel quadro, pur
nella sua bruttezza piuttosto palese, mi ricorda quando da bambino giocavo a calcio nel campetto della
parrocchia, dietro la chiesa. Tutto il campo era percorso da un’alta rete metallica, che ci divideva dalla
casa con l’albero. In quella casa ci viveva Rossana, una giovane ragazza che piaceva ad uno della nostra
compagnia, Dario. A me non piaceva Rossana, ma quell’albero era così bello che mi chiedevo, ogni volta
che giocavo a pallone, perché Rossana non stesse sempre sotto quell’esplosione di bellezza, un salice
piangente meraviglioso. Quell’albero nella mia mente si era fissato come un eden perduto, che io non
avevo mai potuto avere, nonostante nella casa della mia famiglia gli alberi e un grande parco non
mancassero di certo. Era un mondo intero, cosa avrei dato per sentirmi parte di quel mondo, di
quell’albero e i suoi dintorni.
Ad un certo punto la piazza iniziò a rimpiersi di manifestanti. Quel giorno c’era uno sciopero, uno dei
tanti, scuola, Palestina, contro il governo, cazzo me ne frega, sono le solite pagliacciate delle zecche dei
centri sociali. Comunisti di merda, gente che non sa nulla della vita, cresciuta sopra le fondamenta di
padri facoltosi. Che poi bisogna essere proprio dei ritardati per manifestare per la Palestina con tutti i
problemi che abbiamo qua. Manifestare per dei terroristi, perché questo sono in quei posti là e quando
vengono qua non tradiscono mai la loro natura.