Caricamento delle storie…
Caricamento delle storie…

Lettera aperta agli autori e ai lettori
Una Nuova Rotta
Care Autrici e cari Autori,
Care Lettrici e cari Lettori,
Il Blog Contame Raccogliamo Storie è nato per ospitare storie. In questi anni, grazie ai vostri testi, ha trovato una voce. Oggi sentiamo il bisogno di darle una direzione più precisa, senza per questo smarrire ciò che siamo stati.
Dal 2018 abbiamo raccolto e condiviso un patrimonio di storie: 2.800 narrazioni pubblicate, 9 libri, più di 40 autori. Anni di parole, di incontri, di fiducia. Di chi ha creduto che raccontare fosse un modo per dare senso alle cose e avvicinarsi agli altri.
Questo patrimonio resta. Il nostro archivio rimane aperto, memoria viva di ciò che siamo stati e di ciò che ci ha portati fin qui.
Oggi cambiamo rotta. Non per dimenticare le storie che ci hanno accompagnato, ma per cercarne altre: verso i luoghi che il mondo tace, le vite che non trovano ascolto, le realtà che troppo spesso restano ai margini del nostro sguardo.
Vogliamo che la narrazione incontri il mondo dove brucia, dove tace, dove viene taciuto. Desideriamo dare spazio a chi resiste e si confronta con l’ingiustizia, l’oppressione, la falsità e la manipolazione. Ci piacerebbe essere qualcosa che, nel nostro piccolo, contribuisca a inceppare l’ingranaggio che continua a spingere il mondo verso la catastrofe della guerra.
Stiamo attraversando una stagione in cui le parole possono essere rifugio o strumento. Noi scegliamo di usarle come strumento: per ascoltare, testimoniare, mettere in relazione. Abbiamo imparato in questi anni che le parole possono diventare armi.
Informare, raccontando la realtà delle cose è quindi un atto di responsabilità.
Scrivere e raccontare non è mai del tutto neutro.
Ogni racconto sceglie un punto di osservazione, illumina qualcosa e lascia qualcos’altro sullo sfondo.
Per questo scegliamo di orientare con maggiore decisione il nostro sguardo verso le geografie della resistenza: Palestina, Libano, Yemen, Iran, Sahel, Ande, Sud-Est asiatico, Cuba, America Latina. Verso gli esempi di umanità che fronteggiano la violenza e le conseguenze delle disuguaglianze. Verso le vite che troppo spesso vengono ridotte a statistiche o cancellate dai radar dei media.
Ma questa nuova rotta non vuole essere “una selezione all’ingresso”.
Non è necessario essere giornalisti, esperti di geopolitica, studiosi o scrittori di professione per avere qualcosa da raccontare. Non chiediamo a nessuno di possedere già gli strumenti per affrontare ogni tema. Pensiamo, anzi, che una storia possa nascere anche da una domanda, da un incontro, da una curiosità, da un viaggio, da una lettura, da un’esperienza personale o semplicemente dal desiderio di capire meglio qualcosa che accade lontano da noi.
Non chiediamo risposte perfette: chiediamo una disponibilità a guardare più lontano del solito, ad ascoltare, approfondire, verificare e, quando necessario, mettere in discussione acquisite certezze.
Sappiamo che esistono molti modi per avvicinarsi al mondo e raccontarlo. Una poesia può farlo. Un racconto può farlo. Una fotografia, una testimonianza, una riflessione personale, una pagina di diario, un’intervista, un saggio breve, una scoppiettante satira possono farlo. Il nostro non è un rifiuto della cura stilistica, né un invito a rinunciare alla complessità.
Chiediamo più attenzione e più responsabilità,
Per questo non vorremmo che nessuno si sentisse inadeguato davanti a questa nuova direzione. La porta resta aperta alle diverse sensibilità, alle diverse competenze e ai diversi modi di scrivere. A cambiare non deve essere necessariamente la voce di chi racconta, ma la possibilità di allargare, quando lo desidera, ciò che quella voce guarda.
In pratica:
faremo insieme; daremo particolare attenzione alle voci provenienti dai territori raccontati o a chi li conosce per vita, studio, lavoro o lunga frequentazione. Ma anche a chi, da lontano, sente il bisogno di avvicinarsi a quelle realtà con rispetto e desiderio di comprenderle.
A chi ha pubblicato finora chiediamo una cosa semplice e difficile: provare, quando possibile, a spostare un poco lo sguardo. Non a rinnegare la propria scrittura, né a trasformarsi in qualcun altro, ma a metterla in relazione con ciò che accade intorno a noi.
E a chi non ha mai scritto, o pensa di non avere abbastanza strumenti per farlo, diciamo qualcosa di altrettanto semplice: non serve avere già una voce perfetta per cominciare a parlare. La scrittura può essere anche un modo per cercare, interrogarsi, capire. E il blog può essere il luogo in cui questa ricerca trova ascolto.
Se vi va di restare a bordo, saremo felici di pensare con voi idee, angolature, contatti, materiali. Anche una storia ancora incerta, una domanda, un’intuizione o un tema che vi sta a cuore possono essere l’inizio di un percorso.
Vogliamo dunque cambiare rotta senza chiudere porte. Anzi, provando ad aprirne di nuove.
Se avete domande, proposte o dubbi, scriveteci ad uno degli indirizzi della redazione. Vogliamo che questo passaggio sia un attraversamento condiviso, il cui esito si mostrerà a tutti con il tempo.
Grazie per la fiducia, per il tempo e per le parole che ci avete affidato fin qui. E grazie, soprattutto, a chi vorrà continuare a cercare con noi.